Come ristrutturare in bioedilizia

La bioedilizia è un campo moderno e in continua evoluzione, segue norme ferree e poco flessibili, create per porre l’ambiente, la salute e l’efficienza al primo posto in ogni situazione. Quando si parla di architettura sostenibile vanno analizzati dettagli sin dagli albori della progettazione, prendendo in considerazione anche l’illuminazione e il riscaldamento naturali.

Orientare gli appartamenti seguendo il movimento del sole non è per nulla facile ma è uno dei principi cardine dell’analisi bioclimatica di uno stabile, pratica che i più esperti architetti dovrebbero sapere gestire senza alcun problema. In questo modo è possibile ottenere il massimo risultato grazie all’irraggiamento solare, in particolare durante i periodi più freddi, massimizzando allo stesso tempo l’illuminazione delle varie stanze dello stabile. Attraverso un’opportuna analisi degli spazi interni degli appartamenti è possibile anche disporre finestre e porte in maniera tale da garantire in ogni momento della giornata un’opportuna ventilazione totalmente naturale, perfetta durante l’estate.

I materiali d’impiego sono un punto fondamentale della bioedilizia, poiché devono essere innanzitutto ottimali allo scopo, ma anche salubri e ottimali per la salute dell’uomo e la salvaguardia dell’ambiente. Ogni dettaglio, dai vari intonaci ai rivestimenti, dovrà essere atossico in modo da ottenere i migliori risultati. L’accurata analisi di ogni passaggio e di ogni necessità è alla base dell’edilizia sostenibile. Per l’isolamento termico è sempre più diffuso l’utilizzo di biogel ecologico, realizzato seguendo principi naturali e perfetto sia per la salute umana che ambientale.

Ogni ambiente deve essere ben coibentato, passaggio fondamentale nella bioedilizia. Questo è un passaggio fondamentale per ridurre la dispersione di calore, ottenendo di conseguenza la massima efficienza quando si prende in considerazione sia il raffreddamento che il riscaldamento dell’abitato. Qualora si utilizzi una struttura che crei un cappotto termico interno, i materiali utilizzati dovranno a prescindere essere atossici. I cappotti termici esterni sono invece più dispendiosi, ed è opportuno creare un involucro a basso consumo energetico.

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